{"id":275,"date":"2015-01-28T08:04:34","date_gmt":"2015-01-28T08:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=275"},"modified":"2015-02-11T11:14:57","modified_gmt":"2015-02-11T11:14:57","slug":"america-oggi-intervista-con-giulia-carluccio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=275","title":{"rendered":"\u201cAmerica oggi\u201d: Intervista a Giulia Carluccio"},"content":{"rendered":"<p>In vista della prossima presentazione del volume <em><a href=\"http:\/\/www.edizionikaplan.com\/copertine\/america.htm\" target=\"_blank\">America oggi. Cinema, media, narrazioni del nuovo secolo<\/a><\/em> <a href=\"http:\/\/www.cinetecadibologna.it\/biblioteca\/libri_che_raccontano_cinema\/america_oggi\" target=\"_blank\">gioved\u00ec 12 febbraio 2015 presso la Biblioteca \u201cRenzo Renzi\u201d della Cineteca di Bologna<\/a>, ho avuto il piacere di incontrare la curatrice, la Professoressa <a href=\"http:\/\/www.unito.it\/media\/?content=255\" target=\"_blank\">Giulia Carluccio <\/a>dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino, e di farle qualche qualche domanda.<!--more--><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/america_preview.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-277 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/america_preview-217x300.jpg\" alt=\"america_preview\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/america_preview-217x300.jpg 217w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/america_preview-739x1024.jpg 739w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/america_preview.jpg 1191w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a><\/strong><strong>I saggi del volume prendono in esame opere e personalit\u00e0 rappresentative del cinema degli Stati Uniti dal 2001 a oggi. Secondo Lei, quanto \u00e8 profondo il cambiamento dell&#8217;identit\u00e0 degli Stati Uniti percepibile nelle opere realizzate dopo l&#8217;11 settembre?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Fare riferimento all\u201911 settembre significa soprattutto riferirsi a una soglia storica, a un evento in qualche modo epocale che bene funziona come punto di riferimento per cogliere come il cinema statunitense degli anni Zero racconti la contemporaneit\u00e0. L\u2019idea del volume \u00e8, appunto, quella di vedere come anche in riferimento a un trauma collettivo di tale portata, la questione dell\u2019identit\u00e0 e dell\u2019americanit\u00e0 venga percepita, analizzata, riferita, vissuta in un cinema che inevitabilmente deve fare anche i conti con quanto \u00e8 accaduto. Non si tratta certo di pensare che tutto il cinema successivo all\u201911 settembre debba parlare direttamente di questo, quanto di vedere come a fronte di un evento del genere alcuni elementi gi\u00e0 presenti nel cinema precedente acquistino un\u2019evidenza, una dimensione nevralgica maggiore.<\/em><br \/>\n<em> Credo che le analisi proposte testimonino il problema di una crisi dell\u2019identit\u00e0 americana, raccontata in maniera pi\u00f9 o meno esplicita, con maggior o minore consapevolezza e con angolazioni e prospettive diverse; e che molto cinema in cui ci siamo occupati renda effettivamente conto dell\u2019esigenza di parlare di chi si \u00e8 e di dove si vive, del dover fare i conti con l\u2019essere americani, e questa \u00e8 la cifra che sta alla base di tutto l\u2019impianto del volume e della scelta dei casi di analisi. Diciamo, dunque, da un lato che dopo l\u201911 settembre emerge con pi\u00f9 evidenza la questione dell\u2019identit\u00e0 americana e, dall\u2019altro, che il cinema, tra le molte narrazioni che se ne sono fatte carico, sicuramente l\u2019ha fatto e lo fa con molta sensibilit\u00e0 e ricchezza.<\/em><br \/>\n<em> Il volume affronta diversi studi di caso. Si spazia da una serie di film che, nella prima sezione, fanno riferimento diretto alla societ\u00e0 americana o alla storia americana, ad altri legati a movimenti o tendenze produttive, come il cinema indipendente o il blockbuster, sino alla serialit\u00e0 televisiva. L\u2019idea \u00e8 sempre quella di tentare di lavorare sul cinema con uno sguardo attento al contesto: e ci sembra che in ogni caso il cinema americano dell\u2019ultimo decennio, anche quando parla d\u2019altro, non possa non raccontare in qualche modo l\u2019America.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>I collaboratori del volume hanno affrontato testi e autori molto diversi tra loro. Da questo mosaico \u00e8 emersa un&#8217;identit\u00e0 coerente, o approcci contrastanti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Sono indubbiamente declinazioni diverse; perch\u00e9 nonostante, com\u2019\u00e8 ovvio, ci fosse un progetto coerente di partenza, non c\u2019\u00e8 stata la volont\u00e0 di irreggimentare o ingabbiare fin dall\u2019inizio in uno schema le diverse analisi. L\u2019elemento comune, la richiesta che ho rivolto agli altri autori e colleghi che hanno contribuito al volume, era appunto quella di provare a capire come una serie di film, un genere, uno stile, o anche un percorso d\u2019attore, avessero fatto variamente i conti con il contesto americano; e quindi si \u00e8 lavorato da un lato su film, come ricordavo prima, pi\u00f9 direttamente collegati all\u2019America post-11 settembre, come per esempio La venticinquesima ora nel saggio di Andrea Chimento, dall\u2019altro su prodotti pi\u00f9 legati ai generi, come \u00e8 il caso della comicit\u00e0 demenziale dei fratelli Farrelly nel bellissimo saggio di Giacomo Manzoli; e anche in quest\u2019ultimo c\u2019\u00e8 una lettura profondamente attenta agli elementi sociali e identitari.<\/em><br \/>\n<em> \u00c8 ovvio che il percorso \u00e8 eterogeneo: per\u00f2 l\u2019intento \u00e8 in ogni caso quello di proporre l\u2019analisi di uno o pi\u00f9 film partendo da elementi di stile o tematici per arrivare poi a cogliere come in qualche modo il cinema sia sempre una fonte storica non meccanica, al di l\u00e0 di qualsiasi teoria del rispecchiamento, una fonte sensibile da interrogare con gli strumenti, appunto, dell\u2019analisi, e in quanto cinema e narrazione.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Al volume hanno contribuito studiosi affermati, ma anche giovani ricercatori. Con quali criteri avete individuato e invitato i possibili collaboratori?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo seguito innanzitutto un (ovvio) criterio di competenza, individuando gli studiosi pi\u00f9 significativi rispetti a determinati ambiti, come Leonardo Gandini per il neo-noir, o Guglielmo Pescatore per quanto riguarda la serialit\u00e0 televisiva, per limitarci a due esempi tra tutti (e lo stesso discorso vale per gli autori pi\u00f9 giovani, che magari a questi argomenti hanno dedicato una tesi di dottorato, o che comunque si occupano di questioni vicine a quelle di cui si sono occupati nei saggi del volume).<\/em><br \/>\n<em> Inoltre, proprio perch\u00e9 in questo volume ci occupiamo di un cinema strettamente contemporaneo, avevo l\u2019idea che studiosi non solo professionalmente ma anche cronologicamente appartenenti a generazioni differenti potessero intrecciare sguardi e percezioni diversi, e dialogare in modo originale.<\/em><br \/>\n<em> Per esempio, tra i collaboratori c\u2019\u00e8 un nostro dottorando, Hamilton Santi\u00e0 \u2013 che ha scritto il saggio su Jason Reitman \u2013 con il quale ho discussioni di ore e ore sul cinema indie, che appassiona entrambi ma in modo molto diverso e per ragioni diverse; ed \u00e8 sempre molto stimolante, perch\u00e9 mi rendo conto che un venticinquenne o un ventottenne in un cinema di tendenza vedono alcune cose, mentre io ne vedo altre. Mi sembrava quindi giusto che in un testo sulla contemporaneit\u00e0 si mettessero a frutto studi, competenze e metodologie innanzitutto solide, beninteso, ma anche percezioni diverse legate anche a elementi anagrafici e biografici.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>L&#8217;ultima sezione \u00e8 dedicata a produzioni televisive cosiddette \u201cdi qualit\u00e0\u201d. Quanto si possono oggi considerare assimilabili all&#8217;universo cinematografico, e in cosa invece esiste ancora una differenza?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Innanzitutto bisogna dire che oggi anche quando si parla di cinema si parla di forme molto diverse tra loro; tra un caso di franchise come <\/em>Matrix<em>, in cui evidentemente gli sconfinamenti, le relazioni con altre piattaforme mediali, il transmedia storytelling ecc. sono assolutamente costitutivi \u2013 e un film di Scorsese vi sono evidenti differenze. Casetti, a proposito del cinema contemporaneo, o meglio dell\u2019esperienza contemporanea del cinema, parla di \u201cCinema 2\u201d, un cinema che inoltre si fruisce in modi diversi, \u201crilocato\u201d, quindi da questo punto di vista le specificit\u00e0 si perdono o diminuiscono; e il formato della serialit\u00e0 televisiva ha altre sue specificit\u00e0 anche nelle forme di consumo.<\/em><br \/>\n<em> Io credo per\u00f2 che sia bene per gli studiosi non limitarsi a una forma sola; attualmente, soprattutto in Italia, chi si occupa di cinema fa solo quello e viene considerato un po\u2019 retr\u00f2; chi studia la serialit\u00e0 televisiva si concentra solo su questa; io invece credo che le forme di dialogo a pi\u00f9 livelli siano moltissime e il cinema abbia molto da imparare dalla serialit\u00e0 televisiva (mentre \u00e8 evidente che quest\u2019ultima dal cinema ha gi\u00e0 imparato).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il volume comprende un testo di Mariapaola Pierini su Philip Seymour Hoffman, scomparso un anno fa, al quale dopo la presentazione del volume verr\u00e0 dedicato un tributo con la proiezione di <\/strong><\/em><strong>Capote<\/strong><em><strong>. Cosa vi ha spinto a dedicare un saggio del volume a un attore?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019idea di dedicare un saggio a Philip Seymour Hoffman in realt\u00e0 \u00e8 partita ben prima della prematura scomparsa dell\u2019attore; Abbiamo scelto quell\u2019attore perch\u00e9 evidentemente attraversa un certo tipo di cinema, lo ha attraversato in modo rilevante, ed \u00e8 il cinema sul quale ci interessava soffermarci in un volume che s\u2019intitola <\/em>America Oggi<em>. Ci sembrava che i personaggi di Hoffman e il suo stile di recitazione, e la sua stessa fisicit\u00e0, potessero raccontare in modo nevralgico e sensibile molto del contesto statunitense attuale.<\/em><br \/>\n<em> Quanto poi alla scelta di parlare di un attore, \u00e8 una cosa a cui tengo molto perch\u00e9 trovo che nei film studies in Italia l\u2019attenzione dedicata agli attori sia ancora molto limitata, con scarsa attenzione a quell\u2019insieme di apporti espressivi, linguistici e culturali che la presenza di un attore o di un divo in qualche modo negoziano con gli altri elementi del linguaggio cinematografico, della messa in scena, della narrazione, contribuendo allo spessore storico e culturale complessivo del film.<\/em><br \/>\n<em> Da qui la decisione di affrontare anche un caso di attore in questa selezione di questioni e film possibili \u2013 comunque non esaustivi, un corpus ridottissimo rispetto alla complessit\u00e0 e alla vastit\u00e0 dei percorsi del cinema americano contemporaneo; l\u2019idea \u00e8 di partire da \u201calcuni\u201d casi esemplari, indicativi, per ragionare, con gli strumenti dell\u2019analisi del film (e non da sociologi o storici) su alcuni aspetti rilevanti della societ\u00e0 americana contemporanea.<\/em><br \/>\n<em> Gli attori sono importanti, sono corpi, volti, insiemi di tratti stilistici e frammenti biografici su cui si riflette a mio avviso ancora troppo poco; e mi sembrava quindi che un\u2019analisi ravvicinata di un caso di attore potesse, se non completare il volume \u2013 perch\u00e9 non pu\u00f2 essere in nessun modo esaustivo \u2013 comunque arricchirlo con un percorso tra alcuni altri film indagati attraverso la lente di uno dei maggiori attori del cinema americano di questi anni.<\/em><\/p>\n<p><em>(intervista raccolta il 19 gennaio 2015)<\/em><\/p>\n<p class=\"testo\"><strong><span class=\"testoGrassetto\">Giulia Carluccio (a cura di)<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.edizionikaplan.com\/copertine\/america.htm\" target=\"_blank\"><span class=\"testoCorsivoGrassetto\">America oggi.<br \/>\nCinema, media, narrazioni del nuovo secolo<\/span><span class=\"testoCorsivo\"><br \/>\n<\/span><\/a> 2014,\u00a0ISBN: 978-88-89908-86-0<\/strong><br \/>\n<strong> pp. 332, \u20ac 25,00<\/strong><\/p>\n<p class=\"testo\"><span class=\"Apple-style-span\"><a href=\"http:\/\/www.edizionikaplan.com\/allegati\/america_indice+intro.pdf\" target=\"_blank\"><em>Con saggi di<strong> Giaime Alonge, Pier Maria Bocchi, Paola Brembilla, Giulia Carluccio, Andrea Chimento, Lorenzo Donghi, Riccardo Fassone, Leonardo Gandini, Luca Malavasi, Giacomo Manzoli, Andrea Mattacheo, Attilio Palmieri, Guglielmo Pescatore, Mariapaola Pierini, Matteo Pollone, Roy Menarini, Hamilton Santi\u00e0.<\/strong><\/em><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista della prossima presentazione del volume America oggi. Cinema, media, narrazioni del nuovo secolo gioved\u00ec 12 febbraio 2015 presso la Biblioteca \u201cRenzo Renzi\u201d della Cineteca di Bologna, ho avuto il piacere di incontrare la curatrice, la Professoressa Giulia Carluccio dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino, e di farle qualche qualche domanda.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":277,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[65,2,4],"tags":[79,85,86,84,75,78,87,91,82,80,83,88,89,77,76,81,90],"class_list":["post-275","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","category-film","category-libri","tag-andrea-chimento","tag-andrea-mattacheo","tag-attilio-palmieri","tag-giacomo-manzoli","tag-giaime-alonge","tag-giulia-carluccio","tag-guglielmo-pescatore","tag-hamilton-santia","tag-leonardo-gandini","tag-lorenzo-donghi","tag-luca-malavasi","tag-mariapaola-pierini","tag-matteo-pollone","tag-paola-brembilla","tag-pier-maria-bocchi","tag-riccardo-fassone","tag-roy-menarini"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=275"}],"version-history":[{"count":12,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":351,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/275\/revisions\/351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/277"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}