{"id":343,"date":"2015-02-11T11:11:10","date_gmt":"2015-02-11T11:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=343"},"modified":"2015-02-21T15:58:00","modified_gmt":"2015-02-21T15:58:00","slug":"lessico-del-cinema-italiano-intervista-a-roberto-de-gaetano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=343","title":{"rendered":"\u201cLessico del cinema italiano\u201d: Intervista a Roberto De Gaetano"},"content":{"rendered":"<p>In attesa della presentazione a fine maggio del primo volume del <a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=AG7eoQEACAAJ&amp;dq=bibliogroup:%22Lessico+del+cinema+italiano.+Forme+di+rappresentazione+e+forme+di+vita%22&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=-TfbVLDZGKH5ygPqx4LgAg&amp;ved=0CBQQ6AEwAA\" target=\"_blank\"><strong><em><span class=\"st\">Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita<\/span> <\/em><\/strong><\/a>presso la Biblioteca \u201cRenzo Renzi\u201d della Cineteca di Bologna, ho avuto la possibilit\u00e0 di porre qualche domanda a <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/libri\/de+gaetano+roberto\/libri+di+de+gaetano+roberto.html?gclid=CNXijOTg2cMCFaHJtAodJgkAHw\" target=\"_blank\">Roberto De Gaetano<\/a>, curatore dell&#8217;opera e autore della voce che la apre, \u201c<span class=\"st\">Amore<\/span>\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><em><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/mimesis-roberto-de-gaetano-lessico-cinema-italiano-dorso33-6-OK-e1419177866961.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-356 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/mimesis-roberto-de-gaetano-lessico-cinema-italiano-dorso33-6-OK-e1419177866961-200x300.jpg\" alt=\"mimesis-roberto-de-gaetano-lessico-cinema-italiano-dorso33-6-OK-e1419177866961\" width=\"160\" height=\"241\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/mimesis-roberto-de-gaetano-lessico-cinema-italiano-dorso33-6-OK-e1419177866961-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/mimesis-roberto-de-gaetano-lessico-cinema-italiano-dorso33-6-OK-e1419177866961.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>La pubblicazione dei tre volumi del <\/em>Lessico<em> \u2013 di cui presenteremo il primo \u2013 rappresenta il punto d\u2019arrivo di un percorso che ha coinvolto professori, studiosi, universit\u00e0 e studenti di tutt\u2019Italia. Com\u2019\u00e8 cominciato?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>il progetto \u00e8 nato come progetto editoriale, dall\u2019idea di voler costruire un discorso nuovo sulla tradizione cinematografica italiana, che comunque era gi\u00e0 stata oggetto di importanti ricognizioni di tipo storiografico. Per far s\u00ec che gli autori coinvolti si potessero muovere in un terreno comune, di condivisione di idee, di visioni e sentimenti che potessero guidarci nel modo migliore verso la costruzione un\u2019opera organica, il progetto ha avuto delle fasi preparatorie che hanno compreso anche seminari e incontri che si sono svolti in alcune Universit\u00e0 (tra cui Bologna, Messina, Roma Tre, Siena) e istituzioni italiane, come la Cineteca Nazionale di Roma.<\/p>\n<p><strong><em>Colpisce la scelta di non procedere in rigoroso ordine cronologico, o per autori, ma per <a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/colore-bambino-lessico-cinema-italiano\/\">lemmi<\/a>, dalla \u201cA\u201d di \u201cAmore\u201d con cui inizia questo volume alla \u201cZ\u201d di \u201cZapping\u201d con cui si concluder\u00e0 il terzo. A cosa si deve questa originale scelta? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 emersa un\u2019esigenza, condivisa poi dai colleghi \u2013 sia da gli studiosi affermati, che quelli pi\u00f9 giovani \u2013 di poter riconoscere la straordinaria grandezza, complessit\u00e0 e singolarit\u00e0 della nostra tradizione cinematografica rileggendola alla luce di alcuni concetti o categorie fondamentali.<br \/>\nUna lettura che non si sviluppasse esclusivamente lungo una dimensione contenutistica, perch\u00e9 questo non sarebbe stato un percorso di particolare interesse, ma che fosse in grado di mettere in relazione \u2013 come indica il sottotitolo dell\u2019opera \u2013 forme di vita e forme di rappresentazione, lungo tutte le voci che compongono questo volume; fin dalla prima,\u201damore\u201d, che riguarda la storia delle relazioni intime, ma che \u00e8 anche un discorso su due forme generiche fondamentali del nostro cinema \u2013 il melodramma e la commedia \u2013, che sono indissociabili dal modo in cui viene rappresentato il sentimento d\u2019amore.<\/p>\n<p><strong><em>In tutti i testi, la storia e le storie del cinema si intrecciano con la storia del nostro Paese e della nostra societ\u00e0. E\u2019 un taglio che avete perseguito intenzionalmente, o che si \u00e8 sviluppato in corso d\u2019opera?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 un dato per molti versi dire inevitabile, ampiamente acquisito, ma che qui emerge con una straordinaria chiarezza: il tratto distintivo della nostra tradizione cinematografica \u00e8 quello di essersi posta in rapporto stretto e vincolante con il presente (soprattutto a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, con il neorealismo italiano), e da questo dato discende naturalmente l\u2019intreccio a cui lei fa riferimento.<br \/>\nQuesto legame cos\u00ec forte con il presente ha orientato dunque la lettura dei film e del nostro cinema, in questo passaggio tra immagini, film, forme di rappresentazione e forme di vita privata, sociale e pubblica.<\/p>\n<p><strong><em>Ogni saggio parte dal riferimento preciso a un film molto recente, per poi allargarsi a ripercorrere tutto il secolo di storia della nostra cinematografia. Con quali criteri avete individuato i film di cui trattare, e quelli inseriti nella filmografia suggerita a conclusione di ogni voce?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 un\u2019indicazione che ho voluto dare fin dall\u2019inizio per far emergere un segno molto chiaro: il <em>Lessico<\/em> non vuole essere un\u2019operazione retrospettiva, ma quella che, in termini foucaultiani, possiamo chiamare prospettiva <em>archeologica<\/em>: guardare al passato per capire meglio il presente, e leggere il presente per poter rileggere altrimenti il passato. Ho voluto rendere esplicito questo transito fra passato e presente chiedendo agli autori di iniziare ogni saggio con il riferimento a un film recente; dopodich\u00e9 ogni autore \u00e8 stato libero di selezionare l\u2019insieme dei film rilevanti per la stesura della sua voce, che doveva essere guidata esplicitamente dall\u2019emergere di un tema, cercando di distribuirli nell\u2019arco temporale pi\u00f9 ampio possibile, dall\u2019epoca del muto fino ad oggi, valutando quali fossero a suo giudizio i film decisivi e importanti per la sua trattazione. Naturalmente accanto ad alcuni film di riconosciuto valore, interesse e fama, ci sono opere pi\u00f9 \u201cmarginali\u201d che l\u2019autore ha ritenuto fondamentali per capire e per estendere la sua voce.<\/p>\n<p><strong><em>Nel corso del lavoro sono emersi elementi comuni a tutti i contributi, o ha riscontrato differenze significative negli approcci o nelle conclusioni?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quello che \u00e8 emerso con forza \u00e8 l\u2019idea a cui accennavamo prima, che occuparsi di tradizione cinematografica italiana significa occuparsi di quel passaggio, quel transito sempre molto esplicito, fra film, immagini, rappresentazioni e modi di vita, e questo indipendentemente dal differenziarsi delle singole voci.<br \/>\nSi \u00e8 evidenziato anche un tratto fortemente ambivalente della nostra tradizione culturale e civile, a cui gi\u00e0 aveva pensato in maniera molto chiara ed esplicita Leopardi, a partire dal suo saggio \u201cDiscorso sopra lo stato presente dei costumi degl&#8217;Italiani\u201d. Esiste un\u2019ambivalenza, a volte vera e propria contraddizione, che nella cultura e nel comportamento degli italiani parte dal rifiuto e dalla presa di distanza dalle codificazioni pi\u00f9 tradizionali, che Godard nella frase che ho utilizzato nella quarta di copertina, tratta dalle <em>Histoires<\/em>, chiama l\u2019essere \u201csenza uniforme\u201d del popolo italiano (che da un punto di vista politico ha significato anche indossarne molte). Questa refrattariet\u00e0 alle codificazioni e alle uniformi, che spesso ha significato il caos del punto di vista politico e sociale, ha avuto come contropartita quella che Leopardi stesso ha definito una sorta di vicinanza radicale degli italiani al sentimento della vita, al carattere transitorio e finito dell\u2019 esistenza; sentimento capace di dar vita ad una potenza espressiva per molti versi straordinaria.<br \/>\nCredo che in molte delle voci risalti questa ambivalenza quasi strutturale, per cui gli italiani sono refrattari alle convenzioni e ai modi di vita pi\u00f9 socialmente istituiti, ma questo \u00e8 anche un vantaggio perch\u00e9 sono pi\u00f9 vicini alla potenza della vita e al suo essere in fondo \u201csenza uniforme\u201d. E se questo lo aveva capito Leopardi, lo hanno anche ben capito e ripreso nel nostro cinema autori come Rossellini, e sviluppato in tutte le sue contraddizioni figure come quella di Pasolini.<\/p>\n<p><strong><em>Adesso che con la prossima pubblicazione del secondo e del terzo volume l\u2019opera si avvia a conclusione, crede che questo vostro lavoro possa essere il punto di partenza per ulteriori approfondimenti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come ho detto, il progetto \u00e8 nato da un desiderio e da una domanda. L\u2019idea di ripensare la nostra tradizione cinematografica \u00e8 stata anche un\u2019occasione per riprendere in mano e rileggere in forma nuova molti dei materiali, filmici e bibliografici, che la compongono.<br \/>\nUsciranno presto gli altri due volumi, che sono, a partire dal secondo, in fase avanzata di preparazione; ma mi auguro che questo progetto possa rilanciare altre iniziative che lo sviluppino, da parte sia di coloro che vi hanno partecipato sia di altri studiosi, perch\u00e9 ritengo che uno dei compiti importanti che abbiamo, anche come docenti universitari di cinema, sia quello di continuare a interrogarci, magari attraverso approcci e modi originali, su una tradizione cinematografica per molti versi straordinaria, che oltre ad influenzare buona parte del cinema mondiale della seconda met\u00e0 del Novecento (fino a Tarantino), \u00e8 una via d\u2019accesso unica alla comprensione della realt\u00e0 sociale e culturale di questo Paese.<\/p>\n<p><em>(intervista raccolta il 19 gennaio 2015)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Lessico-cinema-italiano-Forme-rappresentazione\/dp\/8857525414\" target=\"_blank\"><strong>Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita. Volume 1<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Lessico-cinema-italiano-Forme-rappresentazione\/dp\/8857525414\" target=\"_blank\"> <strong>a cura di Roberto De Gaetano<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Lessico-cinema-italiano-Forme-rappresentazione\/dp\/8857525414\" target=\"_blank\"> <strong>Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2014<\/strong><\/a><\/p>\n<p><em>con saggi di <strong>Roberto De Gaetano, Emiliano Morreale, Luca Venzi, Marcello Walter Bruno, Massimiliano Coviello, Federica Villa e Francesco Zucconi<\/strong>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In attesa della presentazione a fine maggio del primo volume del Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita presso la Biblioteca \u201cRenzo Renzi\u201d della Cineteca di Bologna, ho avuto la possibilit\u00e0 di porre qualche domanda a Roberto De Gaetano, curatore dell&#8217;opera e autore della voce che la apre, \u201cAmore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":356,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[65,2,4],"tags":[67,71,72,68,69,70,73,66],"class_list":["post-343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","category-film","category-libri","tag-emiliano-morreale","tag-federica-villa","tag-francesco-zucconi","tag-luca-venzi","tag-marcello-walter-bruno","tag-massimiliano-coviello","tag-mimesis","tag-roberto-de-gaetano"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=343"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":357,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions\/357"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/356"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}