{"id":398,"date":"2015-03-10T07:35:27","date_gmt":"2015-03-10T07:35:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=398"},"modified":"2015-03-31T06:55:50","modified_gmt":"2015-03-31T06:55:50","slug":"meraviglioso-intervista-a-federico-magni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=398","title":{"rendered":"\u201cMeraviglioso\u201d: Intervista a Federico Magni"},"content":{"rendered":"<p>In vista della presentazione del volume di Federico Magni <a href=\"http:\/\/www.falsopiano.com\/effettispeciali.htm\" target=\"_blank\"><em>Meraviglioso. Effetti speciali al cinema<\/em> <\/a>il 17 marzo 2015 presso la Biblioteca \u201cRenzo Renzi\u201d della Cineteca di Bologna, ho avuto la possibilit\u00e0 di porgli qualche domanda sul volume e sugli artisti dei quali si \u00e8 occupato.<!--more--><\/p>\n<p><em><strong>Perch\u00e9 ha deciso di scrivere questo volume, e quanto tempo ci ha messo raccogliere tutte queste informazioni?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le informazioni sono il frutto del lavoro di anni, ma io sono sempre stato interessato alla parte tecnica, anzi <em>alla parte dei tecnici<\/em>; nel senso che ho sempre avuto la curiosit\u00e0 di sapere qualcosa sugli specialisti che avevano lavorato nel settore degli effetti speciali \u2013 ma anche in altri affini come la direzione della fotografia o il montaggio \u2013 e sui quali, bench\u00e9 avessero dato contributi forti e significativi, si riusciva a trovare ben poco materiale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/719k9MmozVL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-402 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/719k9MmozVL-213x300.jpg\" alt=\"719k9MmozVL\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/719k9MmozVL-213x300.jpg 213w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/719k9MmozVL-726x1024.jpg 726w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/719k9MmozVL.jpg 905w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>L\u2019intento del libro era duplice: da una parte volevo per quanto possibile porre in luce, appunto, questi nomi e quello che avevano fatto, sia nel passato sia nel cinema attuale; dall\u2019altro volevo illustrare l\u2019impatto che aveva avuto <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0076759\/\" target=\"_blank\"><em>Guerre stellari<\/em><\/a>, come questo film avesse cambiato il settore degli effetti \u2013 da quello che era stato il periodo pi\u00f9 lungo del passato, nell\u2019epoca dei grandi <em>Studios<\/em>, in cui il film era gestito interamente da una casa di produzione ed era il frutto di una specie di sofisticata catena di montaggio in cui tutti i reparti delle varie tecniche erano all\u2019interno di essa, a quello successivo al film di Lucas, in cui si \u00e8 assistito a un fiorire di societ\u00e0 indipendenti che solo in determinati casi erano legate a specifiche entit\u00e0 produttive.<br \/>\nCerto, ci sono stati anche in anni recenti case di produzione che hanno messo sotto contratto esclusivo delle societ\u00e0 di effetti speciali, ma questo modello non funziona pi\u00f9; al giorno d\u2019oggi con tutte le accelerazioni imposte dalle tecniche digitali un produttore di effetti speciali che operi a largo raggio non pu\u00f2 permettersi di occuparsi dei film di un solo produttore, ma dev\u2019essere in grado di accogliere qualsiasi lavoro, perch\u00e9 il personale deve essere impegnato costantemente, altrimenti le spese generali intaccano la redditivit\u00e0 e a non permettono la sopravvivenza dell\u2019azienda.<br \/>\nMolte hanno chiuso per questo motivo pur avendo portato a compimento progetti di enorme successo, come ad esempio quelli che hanno realizzato <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0133093\" target=\"_blank\"><em>Matrix<\/em><\/a>, proprio perch\u00e9 non riuscivano pi\u00f9 a sostenere le ingenti spese di ricerca e sviluppo necessarie da quando la tecnologia digitale ha preso prepotentemente il sopravvento.<\/p>\n<p><em><strong>Fin dalle prime pagine del libro Lei ricorda che gli effetti speciali sono utilizzati in due modi: da un lato per mostrare al pubblico qualcosa di meraviglioso che non esiste, e dall\u2019altro per realizzare riprese di cose che potrebbero esistere ma che sarebbe troppo costoso o impossibile filmare dal vero. Oggi, quanti effetti speciali sono realizzati per immagini che devono lasciarci a bocca aperta, e quanti invece per sequenze che diventano invisibili perch\u00e9 il pubblico crede di assistere a qualcosa di reale?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, sempre grazie alle tecnologie digitali, la maggiore richiesta di effetti speciali \u00e8 quella legata a quelli evidenti, per esempio in tutta la recente fioritura di film sui supereroi dei fumetti: in questo caso \u00e8 preponderante un tipo di effetto che deve produrre qualcosa di fantastico, di spettacolare, che colpisca l\u2019occhio dello spettatore. Ma in passato questa componente era pi\u00f9 ridotta, nel cinema classico si cercava soprattutto la possibilit\u00e0 di poter replicare sullo schermo delle immagini che non era possibile realizzare dal vero per motivi economici \u2013 basti pensare a un film come <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0031381\" target=\"_blank\"><em>Via col vento<\/em> <\/a>e a tutto l\u2019impiego di <em>matte painting<\/em> che rese possibile la riproduzione del Sud degli Stati Uniti all&#8217;epoca della Guerra Civile, quando il film invece \u00e8 quasi del tutto girato in studio.<br \/>\nCi sono stati, anche in tempi recenti, altri cineasti che hanno utilizzato questo approccio per ricreare ambientazioni lontane nel tempo che non era possibile rintracciare; penso ad esempio ad alcune sequenze di <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0970179\" target=\"_blank\"><em>Hugo Cabret<\/em> <\/a>di Martin Scorsese. Anche nel cinema di oggi per fortuna \u00e8 rimasta la tendenza a cercare in alcune produzioni il risparmio attraverso l\u2019impiego di miniature, dipinti o riproduzioni di ambienti con i computer, per ragioni a volte produttive o, a volte anche di sicurezza: per fare un altro esempio, nelle sequenze finali dell\u2019affondamento del <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0120338\" target=\"_blank\"><em>Titanic<\/em> <\/a>Cameron fece ampio ricorso a controfigure digitali perch\u00e9 la drammaticit\u00e0 dell\u2019evento richiedeva scene che si sarebbero potute rivelare pericolose anche per degli stunt-man esperti; in questo caso pot\u00e9 ovviare attraverso l\u2019utilizzo di controfigure digitali.<\/p>\n<p><em><strong>Tra le tecniche pi\u00f9 antiche che Lei cita nel volume, ci sono il <\/strong><\/em><strong>matte painting<\/strong><em><strong> e le miniature, anche animate a \u201cpasso uno\u201d; leggendo, si ha l\u2019impressione che con l\u2019uso del computer siano cambiati gli strumenti ma le tecniche siano ancora vive, e che anzi alcuni specialisti siano riusciti a transitare dalle tecnologie tradizionali a quelle digitali. Esiste una continuit\u00e0?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/o8bdTmU8F0s\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>S\u00ec, c\u2019\u00e8 una continuit\u00e0, anche perch\u00e9 a mio giudizio alla base di tutto resta necessaria la ripresa di una riproduzione reale, fisica \u2013 miniature o modellini \u2013 che risponda in modo realistico al tipo di illuminazione e all\u2019effetto di movimento, e la sequenza poi pu\u00f2 essere migliorata, ampliata e resa pi\u00f9 suggestiva con l\u2019uso del computer. Utilizzare solo ed esclusivamente ricostruzioni digitali porta a un tipo di immagine che oggi trova l\u2019indulgenza del pubblico, che anche se riconosce l\u2019uso del computer ancora lo accetta, cosa che invece non faceva quando le miniature erano troppo evidenti.<br \/>\nIn ogni caso il discorso continua ininterrotto da allora a oggi, perch\u00e9 per esempio anche gli artisti dell\u2019animazione che hanno fatto i primi film del <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0120737\" target=\"_blank\"><em>Signore degli Anelli<\/em> <\/a>e che lavorano tuttora alla <a href=\"http:\/\/www.wetafx.co.nz\/\" target=\"_blank\">Weta <\/a>si sono formati nell\u2019animazione passo uno, quella di <a href=\"http:\/\/cinefex.com\/blog\/willis-obrien-revisited\/\" target=\"_blank\">Willis O\u2019Brien <\/a>e <a href=\"http:\/\/www.rayharryhausen.com\/\" target=\"_blank\">Ray Harryhausen<\/a>, e hanno poi continuato a mantenere lo stesso approccio anche con l\u2019arrivo del computer. <a href=\"http:\/\/tippett.com\/studio\/phil-tippett-bio\" target=\"_blank\">Phil Tippett<\/a>, che ha un\u2019azienda fortunatamente ancora in attivit\u00e0, \u00e8 stato uno degli animatori che pi\u00f9 hanno lavorato all\u2019Industrial Light and Magic prima, e poi in proprio, su questo tipo di effetto: pupazzi, marionette mosse un fotogramma alla volta. Poi quando \u00e8 arrivato il digitale ha potuto convertire al nuovo modello le proprie capacit\u00e0 e le proprie conoscenze, perch\u00e9 il tipo e la resa del movimento che l\u2019animatore a passo uno \u00e8 in grado di conoscere vengono poi utilizzati per apportare realismo anche all\u2019animazione digitale.<\/p>\n<p>Allo stesso modo un artista di <em>matte painting<\/em> pu\u00f2 applicare il suo occhio e le sue capacit\u00e0 figurative anche ai paesaggi e agli ambienti creati virtualmente al computer. Il primo caso che mi viene niente \u00e8 quello di <a href=\"http:\/\/www.cgsociety.org\/index.php\/CGSFeatures\/CGSFeatureSpecial\/michael_pangrazio\" target=\"_blank\">Michael Pangrazio<\/a>, che \u00e8 stato artista all\u2019ILM \u2013 ha dipinto il magazzino nel quale viene collocata la cassa con l\u2019Arca alla fine del <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0082971\" target=\"_blank\">primo <em>Indiana Jones<\/em> <\/a>\u2013 poi per un po\u2019 di tempo non ha voluto abbracciare la tecnologia digitale, ma quando lo ha fatto i risultati sono stati decisamente degni di nota. Per esempio ha gestito gli sfondi della giungla nella versione di <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0360717\" target=\"_blank\"><em>King Kong<\/em> di Peter Jackson<\/a>, e molti di quegli sfondi richiamavano la suggestione del <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0024216\" target=\"_blank\">primo <em>King Kong<\/em><\/a>, anche se allora si trattava di sfondi in bianco e nero con una macchina da presa con forti limitazioni di mobilit\u00e0, mentre nel film di Jackson le immagini sono a colori e la macchina da presa \u00e8 molto pi\u00f9 libera. In ogni caso ci vuole sempre la sensibilit\u00e0 di chi ha acquisito molta esperienza per poter poi dare una resa cos\u00ec buona sullo schermo.<\/p>\n<p><strong><em>King Kong<\/em> e <em>Guerre stellari<\/em>, che abbiamo citato, sono stati ambedue film spartiacque che hanno cambiato allo stesso tempo la percezione del pubblico e l\u2019industria cinematografica: Ha l\u2019impressione che anche per il passaggio al digitale ci sia stato un film che ha avuto questa funzione?<\/strong><\/p>\n<p>Anche se c\u2019erano gi\u00e0 state alcune pellicole che avevano utilizzato il computer per brevi sequenze, o poche immagini, fondamentalmente il passaggio al digitale \u00e8 stato segnato da due film usciti in uno spazio di pochi anni: <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0103064\" target=\"_blank\"><em>Terminator 2<\/em><\/a>, con l\u2019utilizzo del <em>morphing<\/em> e della <em>computer graphic<\/em> per il T1000, e <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0107290\" target=\"_blank\"><em>Jurassic Park<\/em><\/a>. Con questi due film ci si \u00e8 resi conto che l\u2019uso di immagini digitali era realizzabile ai massimi livelli, e accettato da parte del pubblico, mentre gli esperimenti fatti in precedenza non erano mai stati abbastanza convincenti da attrarre il pubblico di massa. Invece questi due film hanno centrato l\u2019obiettivo; e dopo ne sono seguiti molti altri che hanno cercato nuovi traguardi, oltre alle creature e agli animali o a esseri irreali come il T1000 si \u00e8 andati alla ricerca dell\u2019essere umano replicato in maniera convincente.<br \/>\nUn film che ha suscitato forte impressione da questo punto di vista \u00e8 stato certamente <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0421715\" target=\"_blank\"><em>Il curioso caso di Benjamin Button<\/em><\/a>, in cui nella prima ora del film l\u2019interpretazione di Brad Pitt \u00e8 realizzata attraverso una sua rielaborazione digitale ricollocata poi sul corpo di controfigure che seguono la vita del personaggio.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Y9twsVqWRR8\" width=\"420\" height=\"237\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Adesso che ha concluso questo volume, c\u2019\u00e8 qualcosa che le dispiace di aver dovuto lasciar fuori o che vorrebbe esplorare in maggior dettaglio?<\/strong><\/p>\n<p>Senz\u2019altro sarebbe stato interessante poter esplorare il panorama degli anni \u201820, perch\u00e9 si passa dall\u2019infanzia del cinema all\u2019industrializzazione, e si sviluppano le tecniche che poi prenderanno piede negli anni successivi. Gi\u00e0 fin dagli anni \u201910, e poi nel decennio che segue, c\u2019\u00e8 stato un importante periodo pionieristico sul quale poi si \u00e8 costruita l\u2019industria; molte informazioni su quell\u2019epoca cominciano essere veramente disponibili solo da poco tempo, e questo \u00e8 un discorso che sarebbe da approfondire, studiare e analizzare. Per fare un esempio: quando nel 1930 usc\u00ec <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0020960\" target=\"_blank\"><em>Gli angeli dell\u2019inferno<\/em><\/a>, uno dei film capostipiti del genere aviatorio realizzato dal miliardario Howard Hughes, la stampa specializzata disse \u201cnon ci sono impieghi di miniature o di effetti\u201d, quando invece c\u2019era uno squadrone di tecnici che aveva lavorato proprio alle miniature. Nelle filmografie tradizionali della persona che le aveva dirette, <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/name\/nm0203482\/\" target=\"_blank\">Roy Davidson<\/a>, questo viene indicato come suo primo film: ma \u2013 ci si pu\u00f2 chiedere \u2013 perch\u00e9 Hughes, che avrebbe potuto assumere qualunque tecnico avesse voluto, scelse proprio Davidson? Che cosa aveva fatto questi in precedenza? Solo di recente si \u00e8 reso disponibile un articolo di giornale che parla del suo coinvolgimento in un film precedente che si intitolava <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0017010\" target=\"_blank\"><em>The Johnstown Flood<\/em><\/a>, del 1926, in cui era citato come responsabile delle miniature; quindi aveva sicuramente almeno questa esperienza precedente, e chiss\u00e0 quante altre ne aveva fatte prima di raggiungere una reputazione tale da poter essere prese in considerazione da Hughes. Su quel periodo c\u2019\u00e8 tutto un discorso di storie ancora da raccontare.<br \/>\nQuello che inoltre mi sarebbe piaciuto fare se avessi avuto pi\u00f9 spazio, \u00e8 inserire ancora pi\u00f9 nomi: perch\u00e9 comunque ci sono molti altri il cui contributo meriterebbe di essere portato a conoscenza di tutti. Una delle cose che mi ha fatto pi\u00f9 piacere quando ho pubblicato il libro \u00e8 stato poterne inviare notizia ad alcuni dei familiari di tecnici che lavorarono nel settore, e i cui nomi non vengono ricordati spesso, quando invece l\u2019impegno e il contributo di questi artisti del settore \u00e8 stato essenziale.<\/p>\n<p><em>(intervista raccolta il 3 marzo 2015)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Federico Magni<\/strong> \u00e8 nato a Bologna nel 1965. Appassionato da pi\u00f9 di trent&#8217;anni di cinema, si \u00e8 dedicato alle ricerche di storia delle tecniche cinematografiche e sui tecnici ed artigiani, sia contemporanei che del passato, che le hanno inventate e applicate.<br \/>\nHa pubblicato articoli sul foglio &#8216;Cineteca&#8217; della Cineteca di Bologna e collabora al blog &#8216;<a href=\"http:\/\/www.cinefiliaritrovata.it\/\" target=\"_blank\">Cinefilia Ritrovata&#8217; curato da Roy Menarini<\/a>. Ha contribuito al volume <em>Invisible Art<\/em> di Craig Barron e Mark Cotta Vaz, curando la cronologia del matte painting riportata nel CD che accompagna il testo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Meraviglioso-Effetti-speciali-al-cinema\/dp\/8898137680\" target=\"_blank\"><strong>Federico Magni<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Meraviglioso-Effetti-speciali-al-cinema\/dp\/8898137680\" target=\"_blank\"> <em><strong>Meraviglioso. Effetti speciali al cinema<\/strong><\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Meraviglioso-Effetti-speciali-al-cinema\/dp\/8898137680\" target=\"_blank\"> <strong>Edizioni Falsopiano, Alessandria 2014<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista della presentazione del volume di Federico Magni Meraviglioso. 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