{"id":415,"date":"2015-03-31T06:55:22","date_gmt":"2015-03-31T06:55:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=415"},"modified":"2015-04-02T07:23:44","modified_gmt":"2015-04-02T07:23:44","slug":"anche-lantichita-e-un-luogo-intervista-a-ben-pastor","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cioni.eu\/?p=415","title":{"rendered":"\u201cAnche l\u2019antichit\u00e0 \u00e8 un luogo\u201d: Intervista a Ben Pastor"},"content":{"rendered":"<p><em>Nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, <a href=\"http:\/\/www.benpastor.com\/\" target=\"_blank\">Ben Pastor <\/a>ha insegnato <\/em><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ib_p002_0_12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-427 alignright\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ib_p002_0_12-199x300.jpg\" alt=\"ib_p002_0_1\" width=\"132\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ib_p002_0_12-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ib_p002_0_12.jpg 331w\" sizes=\"auto, (max-width: 132px) 100vw, 132px\" \/><\/a><em>Storia e Scienze Sociali presso le<\/em><em> universit\u00e0 dell\u2019Ohio, dell\u2019Illinois e del Vermont. Oltre al <\/em><em>ciclo dedicato al soldato-detective Martin Bora (<\/em>Lumen<em>, <\/em>Luna bugiarda<em>, <\/em>Kaputt Mundi<em>, <\/em>La canzone del cavaliere<em>, <\/em>Il morto in piazza<em>, <\/em>La Venere di Sal\u00f2<em>, <\/em>La morte, il diavolo e Martin Bora<em>, <\/em>Il signore delle cento ossa<em>, <\/em>Il cielo di stagno<em> e <\/em>La strada per Itaca <em>(<\/em><em>pubblicati in Italia da Hobby &amp; Work e, attualmente, da Sellerio Editore), \u00e8 autrice dei gialli di ambientazione mitteleuropea I <\/em>misteri di Praga<em> e <\/em>La camera dello scirocco<em>, nonch\u00e9 di <\/em><em>quattro episodi di una serie am<\/em><em>bi<\/em><em>entata nel IV secolo d.C. <\/em><!--more-->Il ladro d\u2019acqua<em>, <\/em>La voce del fuoco<em>, <\/em>Le vergini di pietra<em> e <\/em>La\u00a0traccia del vento <em>(Frassinelli-Sperling &amp; Kupfer \/ Hobby &amp; Work),<\/em><em> i primi I suoi libri sono pubblicati, oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Canada, Spagna, Germania, Regno Unito, Polonia, Francia, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia e Brasile. Nel 2006 ha vinto il premio internazionale \u201cSaturno d\u2019oro\u201d come migliore autrice di romanzi storici, mentre nel 2008 si \u00e8 aggiudicata il prestigiosissimo \u201cPremio Internacional por la Novela Historica Ciudad de Zaragoza\u201d.<br \/>\nHo avuto il piacere di intervistarla nel dicembre del 2013, durante la scrittura del romanzo <\/em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/dp\/8838932573\" target=\"_blank\">La strada per Itaca<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>****<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Tu sei italiana\u2026<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u2026e americana.<\/p>\n<p><em><strong>\u2026ma allora, da dove viene il nome Ben Pastor?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ben \u00e8 <em>short <\/em>per Verbena, perch\u00e9 il mio nome completo \u00e8 Maria Verbena Giuditta Fernanda Elvira Carmen (ho avuto i nomi di tutti i miei padrini e madrine; e a uno di loro piaceva l\u2019opera, ma fortunatamente <em>Carmen<\/em> e non <em>Rigoletto<\/em> o <em>La traviata<\/em>); Pastor \u00e8 il cognome del mio defunto ex-marito. Quindi Ben Pastor \u00e8 composto da un vero soprannome (il diminutivo di VerBENa) e da un vero cognome, non \u00e8 uno pseudonimo.<\/p>\n<p><strong><em>Per\u00f2 scrivi in inglese, e le tue opere in italiano sono tutte traduzioni \u2013 come mai?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ho vissuto quasi tutta la vita \u2013 sicuramente la vita lavorativa, e buona parte anche della mia vita fino ad oggi \u2013 negli Stati Uniti, e ho sviluppato un affetto particolare per le possibilit\u00e0 della lingua inglese. In inglese ho cominciato a scrivere, e ho poi continuato \u2013 \u00e8 anche la lingua pi\u00f9 universale, quindi c\u2019\u00e8 anche un risvolto pratico, scrivo in una lingua che \u00e8 pi\u00f9 facilmente esportabile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/lumen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-449 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/lumen-214x300.jpg\" alt=\"lumen\" width=\"160\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/lumen-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/lumen-731x1024.jpg 731w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>I motivi pi\u00f9 profondi per\u00f2 sono altri. Trovo che sia particolarmente utile a chi scrive l\u2019avere a disposizione una lingua che ha alcune caratteristiche in comune con il latino: una sua completezza, una sua stringatezza e un\u2019eleganza formale; una struttura interna della lingua che mi permette di fare cose che non posso replicare con altrettanta felicit\u00e0 in italiano. L\u2019italiano \u00e8 una lingua bellissima, ma non \u00e8 maneggevole: al contrario, l\u2019inglese lo \u00e8, e credo che in mani attente possa davvero offrire delle possibilit\u00e0 seconde a poche altre.<\/p>\n<p>Scrivo in italiano soltanto dei racconti, e solo se richiesta direttamente dai miei editori. Mi \u00e8 gi\u00e0 capitato per svariate antologie; di conseguenza, non \u00e8 che non ne abbia la capacit\u00e0, ma ho pi\u00f9 facilit\u00e0 a scrivere in inglese.<\/p>\n<p><em><strong>Visto per\u00f2 che per essere letta in Italia devi ricorrere a delle traduzioni, cosa chiedi ai traduttori perch\u00e9 possano superare i limiti a cui hai accennato?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ho la fortuna, e finora ho avuto la possibilit\u00e0, di poter rivedere le traduzioni. Nei limiti del possibile, non ci metto di mio altro che quando noto che ci sono delle discrepanze, o altre cose che secondo me non sono espresse esattamente come io le intendevo. Ho meno fortuna in altre lingue che non conosco, e per le quali, quindi, mi devo completamente fidare del traduttore e o della traduttrice \u2013 il loro \u00e8 un lavoro molto difficile, ed essenzialmente ingrato, perch\u00e9 possono essere molto creativi e per\u00f2, nella loro creativit\u00e0, devono rispettare il lavoro di un altro. Lo scrittore deve avere la generosit\u00e0 di dare a chi traduce la libert\u00e0 di ricreare quel mondo, ma questi deve avere a sua volta la generosit\u00e0 di cuore di accettare il fatto che dovendo ricreare un mondo non pu\u00f2 prendersi pi\u00f9 di tanta libert\u00e0.<\/p>\n<p>In questo senso, chiunque scriva deve moltissimo a chi lo traduce, che in realt\u00e0 deve reinterpretare, ed essere la tua faccia, la tua voce in un\u2019altra lingua.<\/p>\n<p>Uno scrittore come Pavese, che \u00e8 stato un grandissimo traduttore, ha poi trasferito alcune delle proprie capacit\u00e0 come traduttore nella sua prosa. Quand\u2019ero molto pi\u00f9 giovane, ancora prima di sapere che era un grande traduttore, gi\u00e0 ravvedevo in lui chi parla correntemente inglese, perch\u00e9 poi, quando si torna all\u2019italiano, si veste un altro abito, cambia leggermente il modo in cui si vede il mondo e lo si costruisce linguisticamente.<\/p>\n<p><em><strong>Almeno uno degli autori che ami di pi\u00f9, Joseph <\/strong><\/em><em><strong>Conrad \u2013 che tra l\u2019altro \u00e8 un\u2019ispirazione diretta per <\/strong><\/em><em><strong>uno dei tuoi romanzi, <\/strong><\/em><strong>Le vergini di pietra<\/strong><em><strong> \u2013 come te non scriveva nella lingua materna. In questo ti identifichi in lui?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Vergini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-452 alignright\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Vergini-198x300.jpg\" alt=\"Vergini\" width=\"160\" height=\"242\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Vergini-198x300.jpg 198w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Vergini.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>Con tutta umilt\u00e0, ovviamente, perch\u00e9 lui \u00e8 assolutamente un Grande, \u00e8 stato molto interessante ritrovare nella sua biografia la situazione di chi pensa in una lingua e scrive in un\u2019altra, anche se naturalmente quando scrivo in inglese penso anche in inglese \u2013 sarebbe molto complesso fare l\u2019altro passaggio. Mi identifico anche con le difficolt\u00e0 che a sua volta Conrad ebbe con il suo editor, proprio perch\u00e9 in realt\u00e0 i due mondi, quello dell\u2019inglese e quello dell\u2019altra lingua \u2013 non conosco il polacco ma conosco l\u2019italiano \u2013 sono due mondi distinti, <em>discreet <\/em>si direbbe in inglese, e in realt\u00e0 non sono pienamente traducibili. Per cui s\u00ec, sicuramente mi identifico in Conrad e in generale in chiunque abbia vissuto in una cultura \u201caltra\u201d rispetto alla sua.<\/p>\n<p><em><strong>Tu hai scelto di scrivere in due \u201cgeneri\u201d allo stesso tempo: il <\/strong><\/em><strong>mystery<\/strong><em><strong>, o pi\u00f9 precisamente la<\/strong><\/em> <strong>detective story<\/strong><em><strong>, e il romanzo storico. Perch\u00e9 queste due scelte, e soprattutto, perch\u00e9 insieme?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Oramai siamo tutti postmoderni: la mia generazione sicuramente lo \u00e8, quindi siamo al di l\u00e0 dell\u2019invenzione, siamo nell\u2019era della rielaborazione, e nessuno di noi, da tempo, crea nulla di nuovo; Shakespeare stesso disse \u201c\u00e8 gi\u00e0 stato tutto scritto\u201d, sono passati quattrocentocinquant\u2019anni, facciamo il conto\u2026 \u00e8 impossibile essere davvero originali.<\/p>\n<p>Detto questo, \u00e8 possibile, per cos\u00ec dire, mescolare le carte. In realt\u00e0 il genere onorevole e onorato del romanzo storico, che peraltro ha avuto il suo momento di gloria e ora \u00e8 meno importante di quanto non sia stato in passato \u2013 penso anche solo a Sienkiewicz e ad altri grandi scrittori soprattutto di met\u00e0 e fine Ottocento \u2013 e la detection, che dagli anni Venti, Trenta e Quaranta \u2013 non solamente con Agatha Christie e Raymond Chandler \u2013 \u00e8 esplosa come un genere letterario vero e proprio, hanno storie separate.<\/p>\n<p>L\u2019idea di combinarle ovviamente non \u00e8 mia, per\u00f2 ho trovato che mi fosse congeniale, sia per i miei precedenti accademici (perch\u00e9 ho insegnato storia \u2013 la storia antica ma anche la storia contemporanea del ventesimo secolo), sia per un interesse forse non proprio archeologico ma almeno antiquario: perch\u00e9 tanto l\u2019antiquario quanto l\u2019archeologo cercano di scoprire cosa \u00e8 sepolto, e cos\u00ec fa anche l\u2019investigatore.<\/p>\n<p>Ho solo dovuto trasferire questo mio interesse legato alla cultura antiquaria del passato, alla <em>detection<\/em>, con cui avevo meno familiarit\u00e0; e cercare di combinare queste cose in un modo che mi fosse utile. Ora, questa operazione presenta dei rischi, perch\u00e9 i lettori di gialli sono molto attenti e generalmente molto colti nel genere e spesso anche fuori del genere; e cos\u00ec anche i lettori di storia e di romanzi storici. Quindi si aggiunge anche la difficolt\u00e0 di scrivere per un doppio pubblico che \u00e8 molto ben preparato, e non ci si pu\u00f2 permettere di sbagliare pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p><strong><em>Per non sbagliare, q<\/em><\/strong><strong><em>uanta ricerca fai, e come ti prepari? Nei tuoi romanzi ci sono ricostruzioni dettagliate dell\u2019Antico Egitto e della Roma Imperiale, di avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, descrizioni di citt\u00e0 come Praga con dettagli architettonici, culturali, dell\u2019abbigliamento\u2026 quanto materiale raccogli, e vai anche sul posto a documentarti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per quanto \u00e8 possibile, vado certamente sul posto. Questo sembra pi\u00f9 difficile per l\u2019antichit\u00e0, ma anche l\u2019antichit\u00e0 \u00e8 un luogo: oramai il luogo dell\u2019antichit\u00e0 \u00e8 deputato ai buoni musei, ai buoni cataloghi d\u2019arte, il lavoro \u00e8 ovvio.<\/p>\n<p>Stranamente il lavoro \u00e8 pi\u00f9 complesso quando ha a che fare con il ventesimo secolo, perch\u00e9 l\u2019antichit\u00e0 oramai \u00e8 consegnata a se stessa, e nessuno di noi ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 ad accettare le realt\u00e0, anche politiche, del Dominato (come si diceva una volta del tardo Impero), che sono legate alle nazionalit\u00e0, all\u2019ascesa del Cristianesimo, alla fine del paganesimo. Ormai questi contesti non sono pi\u00f9 in discussione tra gli studiosi, mentre il Ventesimo Secolo e la Seconda Guerra Mondiale ancora s\u00ec. Quindi si tratta non solo di fare ricerca, ma di fare ricerca onorando la verit\u00e0 per quanto si pu\u00f2; e d\u2019altra parte, permettendoci quello che sempre dovremmo fare, sentirci liberi nei confronti dell\u2019interpretazione storica, altrimenti davvero si seppellisce la natura della Storia stessa \u2013 negazionismo mai, revisionismo sempre; sempre si deve rivedere la Storia. L\u2019hanno riveduta i sovietici quando hanno scritto della \u201cgrande guerra patriottica\u201d, la rivediamo noi man mano che scopriamo altri elementi della nostra storia recente.<\/p>\n<p><em><strong>Per quanto riguarda invece l\u2019intreccio narrativo, quanto progetti in anticipo e collaudi l\u2019intreccio poliziesco in modo che tutti i dettagli, anche quelli che in apparenza sembravano insignificanti come uno sguardo o un\u2019osservazione e si rivelano poi indizi importanti, alla fine stiano in piedi? Ti fai aiutare a verificare o correggere?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Hitchcock strikes again<\/em> \u2013 perch\u00e9 Hitchcock \u00e8 il grande maestro del dettaglio che va a lanciare un\u2019ombra lunghissima che fa poi combaciare tutto, non solo nel giallo, ma nella narrativa in generale. Credo che in un romanzo le cose dovrebbero tornare in toto, che si tratti di una detective story o meno. Io cerco di fare farina del mio sacco, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 molto nel mondo e, nonostante tutto sia stato scritto, non tutto \u00e8 stato detto, quindi saper scrivere in un genere \u00e8 nello stesso tempo raccontare cose che si imparano ogni giorno. Proprio oggi, ad esempio, ho appreso un dettaglio prezioso che user\u00f2 nel prossimo romanzo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ladro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-454 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ladro.jpg\" alt=\"ladro\" width=\"160\" height=\"231\" \/><\/a>Tuttavia non preparo mai una scaletta, il che \u00e8 una cosa che molti, incluso il mio editor storico, trovano assolutamente fuori dalle regole, perch\u00e9 sembra che ci sia una confusione di fondo, e in effetti \u00e8 cos\u00ec. C\u2019\u00e8 una specie di \u201cbrodo primordiale\u201d, che non vuol dire che io non abbia delle idee, ma che queste non sono ancora coese, ci sono solo delle possibilit\u00e0. Credo che nella vita reale, come nella vita di un investigatore, esistano innumerevoli possibilit\u00e0, che poi vanno vagliate: e io procedo pi\u00f9 o meno come fa l\u2019investigatore, esplorandole tutte, non negandone alcuna; e alla fine scoprendo anch\u2019io quello che scopre lui, in modo molto organico.<\/p>\n<p><strong><em>In quasi tutte le tue opere, tranne forse nel ciclo di Elio Sparziano, affianchi al tuo Holmes un Watson, che cambia di volta in volta nei romanzi di Martin Bora mentre invece la coppia \u00e8 fissa nei racconti di Praga, nei quali, tra l\u2019altro, Conan Doyle \u00e8 citato <\/em><\/strong><strong><em>esplicitamente. Che funzione hanno queste controparti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Credo che quando si scrive si debba dare sempre importanza al dialogo. Il dialogo deve sempre far avanzare la storia, nessun dialogo dev\u2019essere senza necessit\u00e0, quindi a qualche livello deve servire: o a rilevare peculiarit\u00e0 dei protagonisti, che non sono altrimenti specificate, o \u2013 ancora pi\u00f9 importante \u2013 a rivelare elementi del giallo che poi si svilupperanno. E se i dialoghi sono essenziali, \u00e7a va sans dire, devono esserci degli interlocutori. L\u2019idea \u00e8 di un Watson come <em>sounding board<\/em>, che pu\u00f2 essere una persona meno o pi\u00f9 preparata dell\u2019investigatore, perch\u00e9 molto spesso, in Martin Bora e soprattutto nel ciclo di Praga, gli investigatori non sono allo stesso livello, ma pu\u00f2 essere utile anche questo; del resto anche in Conan Doyle \u00e8 Watson che scrive, e Watson sta a Sherlock Holmes come Platone sta a Socrate.<\/p>\n<p>L\u2019importante, per\u00f2, \u00e8 di avere un dialogante, non tanto qualcuno che aiuti a scoprire o a svelare il mistero, o addirittura a fare a pistolettate o a pugni.<\/p>\n<p><em><strong>Quindi non un <\/strong><\/em><strong>sidekick<\/strong><em><strong>, come Robin per Batman?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>No: per quanto io sia cresciuta con Batman e Robin, e non abbia niente contro i <em>sidekicks<\/em>, credo che sia molto pi\u00f9 interessante avere un gioco delle menti \u2013 non necessariamente intellettuale, ma anche solo di conversazione. L\u2019importante \u00e8 avere qualcun altro con cui parlare, e avrai notato che quando non hanno nessuno con cui dialogare, i miei personaggi scrivono un diario\u2026<\/p>\n<p><strong><em>Infatti, questa sarebbe stata la mia domanda successiva: al di l\u00e0 del dialogo, tutti i tuoi personaggi scrivono molto \u2013 qu<\/em><em>esto ti serve come strumento narrativo, oppure \u00e8 un modo per conferire loro la tua voce?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, sono grafomani\u2026 ma non sono quasi mai io a parlare, non ho mai cercato di entrare nei miei romanzi perch\u00e9 questi sono altra cosa da me. I loro scritti sono in realt\u00e0 quello che i protagonisti stessi possono dire e io non potrei, contengono dei loro giudizi sul loro mondo e sugli altri; giudizi che io non mi permetterei mai di dare mentre loro, come uomini e donne del loro tempo, possono farlo. C\u2019\u00e8 un ulteriore livello di libert\u00e0, \u00e8 il momento della riflessione \u2013 si \u00e8 parlato dell\u2019importanza che hanno avuto i diari e i resoconti che i nostri nonni tenevano come giovani uomini, e che erano legati proprio al periodo in cui si verbalizzava per iscritto quello che si pensava: non si mandavano messaggi ma si scriveva in maniera elegante (per quanto si poteva farlo a tredici, quattordici, vent\u2019anni) la propria esperienza del mondo.<\/p>\n<p>I miei personaggi sono dei giovani tra i ventitr\u00e9 e i trent\u2019anni: uomini fatti, per l\u2019epoca, ma sicuramente molto giovani per noi contemporanei, e capaci, sia pure nelle loro esuberanze giovanili, di articolare i propri pensieri riguardo a se stessi e al mondo.<\/p>\n<p>Devo dire che amo molto anche i romanzi epistolari: oggi, per esempio, ben pochi si rendono conto che anche <em>Dracula <\/em>\u00e8 un romanzo epistolare!<\/p>\n<p><strong><em>Come si vede proprio dalle riflessioni che mettono <\/em><\/strong><strong><em>per iscritto, i tuoi personaggi evolvono da un romanzo all\u2019altro; cambia la loro consapevolezza degli eventi e di se stessi. Quanto questo fa parte di un tuo disegno, o quanto hanno fatto, per cos\u00ec dire, <\/em>loro di propria iniziativa?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Kaputt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-453 alignright\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Kaputt-198x300.jpg\" alt=\"Kaputt\" width=\"160\" height=\"242\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Kaputt-198x300.jpg 198w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Kaputt.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>I personaggi, come ben si sa, sono i nostri figli: puoi tutt\u2019al pi\u00f9 portarli al mondo, ma il resto poi lo fanno loro nonostante i nostri peggiori o migliori sforzi. In realt\u00e0 questa idea c\u2019era comunque fin dall\u2019inizio, perch\u00e9 ho sempre trovato un po\u2019 velleitaria la concezione del personaggio che in maniera sempre uguale si ritrova a confrontare una variet\u00e0 di casi o incidenti, ma senza che il suo mondo cambi mai; innanzitutto perch\u00e9 life happens, la vita ci succede intorno. Come nella mia vita ogni episodio \u00e8 stato legato a circostanze anche distraenti di ogni tipo, soprattutto per personaggi come i miei, che sono tutti in un modo o nell\u2019altro nell\u2019esercito, ci sono molte cose che li distraggono; e credo che sia importante farli vedere, a seconda del periodo, reagire a ci\u00f2 che accade intorno a loro anche cronologicamente. Ecco perch\u00e9, ad esempio, seguiamo Martin Bora dai ventitr\u00e9 anni fino alla trentina: perch\u00e9 erano anni davvero formativi, e per un uomo degli anni Trenta e Quaranta era il momento in cui si passava davvero alla piena et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p><strong><em>Per\u00f2 molti dei tuoi romanzi non sono stati scritti n\u00e9 pubblicati secondo l\u2019ordine della cronologia interna del personaggio. In proposito, segui una traccia gi\u00e0 definita, o qualcosa pu\u00f2 ancora cambiare? Per <\/em><\/strong><strong><em>esempio, sapevi che Martin non sarebbe stato tra coloro che furono giustiziati per il fallito attentato a Hitler?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>No. Quand\u2019ero molto pi\u00f9 giovane uccidevo molto pi\u00f9 facilmente i miei protagonisti, ma adesso che lo sono un po\u2019 meno, faccio pi\u00f9 attenzione.<\/p>\n<p>La biografia di Elio Sparziano l\u2019ho tutta abbastanza chiara, mentre per quella di Martin Bora ho una falsariga di massima. L\u2019unica cosa che ho progettato \u00e8 un piccolo file che ho da parte e che contiene la sua cronologia dalla nascita, compresi i suoi studi (che avranno importanza nel prossimo romanzo), e un altro con la sua genealogia.<\/p>\n<p>Io non sono affatto una fan della genealogia, ma per un personaggio della cultura e dello strato sociale di Martin Bora \u00e8 importante sapere chi sono li maggior sui, chi sono i suoi genitori, i suoi nonni e i suoi avi, perch\u00e9 questi lo rendono quello che \u00e8.<\/p>\n<p>Avendo preparato tutta questa costruzione, il resto \u00e8 abbastanza ampio e libero. So pi\u00f9 o meno cosa succeder\u00e0 fino al 1945; dopodich\u00e9 non mi pronuncio.<\/p>\n<p><em><strong>Non ci hai ancora spiegato il significato del \u201csette\u201d profetizzato da Remedios in <\/strong><\/em><strong>La canzone del Cavaliere<\/strong><em><strong>\u2026<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u2026probabilmente perch\u00e9 non ne sono sicura io stessa; ma lo scoprir\u00f2 e sarete i primi a saperlo.<\/p>\n<p><em><strong>Passando alle caratteristiche dei tuoi personaggi, c\u2019\u00e8 un motivo per cui, indipendentemente dalle epoche storiche, sono tutti ufficiali di cavalleria mitteleuropei?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sono una feticista\u2026 \u00e8 una cosa stranissima, probabilmente ho cavalcato tre volte in vita mia, ma ho quest\u2019immagine che non riesco in realt\u00e0 a riportare a nulla della mia esperienza concreta. Ci sono degli archetipi che credo non siano autogenerati, e nascono da una fascinazione: io sono una patita delle uniformi in generale, e riservo una particolare attenzione ad alcune uniformi specifiche (quelle tardo romane sicuramente, ma anche altre di origine ottocentesca e novecentesca). Siccome la mia fascinazione \u201cfeticistica\u201d \u00e8 legata alla forma (non tanto all\u2019oggetto in s\u00e9 e alle sue componenti materiali: cuoio, stoffa o acciaio), tutte le cose che hanno quella forma mi attraggono, e quindi, pi\u00f9 di ogni altri, certi periodi storici e certi tipi di uniformi.<\/p>\n<p>Quanto alla scelta del grado, altri hanno scelto il personaggio di un soldato semplice, come il caporale Asch che poi diventa il tenente Asch, oppure Horatio Hornblower, che \u00e8 il grande archetipo di tutti i promossi nei ranghi; ma la mia scelta di farne degli ufficiali, ancorch\u00e9 Elio sia di origine proletaria, e gli altri due della piccola e media aristocrazia della Mitteleuropa, non \u00e8 tanto di rango sociale quanto legata soprattutto al fatto che devono aver la possibilit\u00e0 di interagire con personaggi stuzzicanti e importanti che mi interessano, nello spionaggio o nelle corti europee, e questo non sarebbe possibile a un livello che non fosse almeno quello di rango degli ufficiali. Un po\u2019 come i moschettieri, che in fin dei conti sono ufficiali molto eterodossi, ma sono ben introdotti a corte.<\/p>\n<p><em><strong>Nei tuoi romanzi ci sono anche descrizioni molto <\/strong><\/em><em><strong>precise di manovre militari proprio di cavalleria, come l\u2019assalto ai ribelli, o azioni di controllo della folla, o di pattugliamento \u2013 quelle le conoscevi o hai dovuto documentarti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ahim\u00e8, ho dovuto ricorrere ai manuali: manuali di cavalleria e manuali di tattica, non di strategia ma di tattica sicuramente, a cominciare dallo <em>Strategikon<\/em> di Maurizio Imperatore del sesto secolo, che \u00e8 il grande manuale della tattica di cavalleria del tardo impero. Ci sono dei testi meravigliosi e io ho anche la fortuna di avere buoni conoscenti tra i militari di carriera, che naturalmente mi bacchetterebbero in maniera rapida se facessi degli errori, e che mi forniscono anche informazioni che io, non avendo neanche fatto il militare a Cuneo, non potrei conoscere.<\/p>\n<p><em><strong>Al di fuori dei tuoi protagonisti e dei loro occasionali assistenti o controparti, nei tuoi romanzi i maschi non fanno quasi mai una bella figura, sempre ossessionati dal sesso o dal potere. Al contrario, le tue donne sono sempre molto <\/strong><\/em><em><strong>particolari; sono tutte donne che hanno un potere reale anche se non sempre risulta subito chiaro, e soprattutto non si concedono mai completamente: che siano Anubina o Benedikta o Polyxena, per non parlare di Remedios che ne \u00e8 l\u2019archetipo, concedono volentieri il loro corpo ma restano sempre distanti. Come mai?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/diavolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-455 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/diavolo-197x300.jpg\" alt=\"diavolo\" width=\"160\" height=\"244\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/diavolo-197x300.jpg 197w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/diavolo-672x1024.jpg 672w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/diavolo.jpg 813w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>Ti rigrazio della domanda, perch\u00e9 questa \u00e8 un aspetto della mia narrativa di cui non si \u00e8 accorto quasi nessuno, e la domanda che invece mi viene sempre fatta \u00e8 perch\u00e9 io parli solo di uomini e le donne quasi non esistano. In realt\u00e0 sono donne che lavorano dietro le quinte, come spesso una donna \u00e8 costretta a fare.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 effettivamente un archetipo e un prototipo: non una dea, ma una ninfa, Calipso, \u201cCalipso la velata\u201d. Io credo che l\u2019idea della \u201cdonna velata\u201d, che \u00e8 poi la grande intuizione dei vittoriani e degli eduardiani, la donna che non si vede completamente \u2013 ci sono molti modi di farlo, dal far vedere solo la caviglia o anche soltanto lo spazio tra il guanto e la manica, queste piccole rivelazioni che tradizionalmente, e credo tuttora, per un certo tipo di maschio possono essere il locus del fascino \u2013 sia un\u2019antichissima lezione anche per la sessualit\u00e0 contemporanea,<\/p>\n<p>Ma si pu\u00f2 essere velate in altro modo, e in realt\u00e0 io mi permetto di dire che credo che raramente le donne si diano davvero, e che gli uomini si diano molto pi\u00f9 prontamente e generosamente da una parte, e ingenuamente dall\u2019altra, di quanto non facciano le donne.<\/p>\n<p>La donna si trattiene sempre; \u00e8 una specie di riserva mentale. Anche quando proclama apertamente il suo affetto e il suo amore, ed \u00e8 sincera, c\u2019\u00e8 una parte di s\u00e9 che per motivi quasi territoriali tende a custodire gelosamente, come ambito proprio. Non credo sia una virt\u00f9, credo sia soltanto un modo di essere nel mondo che \u00e8 tipico delle donne e non degli uomini.<\/p>\n<p>Non ho un\u2019enorme esperienza in proposito, per\u00f2 ho notato, anche fra le persone che conosco, che nel bene e nel male l\u2019uomo \u00e8 pi\u00f9 schietto anche nella cattiveria profonda; una donna \u00e8 molto pi\u00f9 velata e molto pi\u00f9 attenta, in parte per ragioni storiche ma in parte, credo, anche per una certa fisiologia di secondo livello della verginit\u00e0: cio\u00e8, posso dare quello ma questo no. Ricordo la storia che mi raccontava il mio defunto marito, che aveva diversi anni pi\u00f9 di me ed era andato come giovane marinaio in Corea a diciott\u2019anni, quindi uscito dalla scuola religiosa e gettato non solo nella guerra ma anche nel mondo dei maschi. I suoi commilitoni lo portarono in un bordello giapponese in cui incontr\u00f2 la sua prima donna: la quale per\u00f2 non baciava i clienti, perch\u00e9 i baci erano solo per il vero amante.<\/p>\n<p>Io credo che sia davvero questo il prototipo di Calipso, che le donne della mia narrativa in qualche modo incarnano; inoltre ho sempre trovato affascinante l\u2019innamorato che non ha grande fortuna, mentre lo \u201csciupafemmine\u201d non mi piace molto: troppo scontato e banale.<\/p>\n<p><em><strong>Ho l\u2019impressione che i tuoi protagonisti maschili, pur essendo chiaramente eterosessuali, non siano solo maschi alfa, e abbiano o acquistino una crescente consapevolezza di un elemento femminile nel proprio carattere.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cielodistagno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-450 alignright\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cielodistagno-214x300.jpg\" alt=\"cielodistagno\" width=\"160\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cielodistagno-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cielodistagno-731x1024.jpg 731w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>Anche questo \u00e8 intenzionale e pianificato, e anche questo \u00e8 regolarmente non colto. Cio\u00e8 l\u2019idea un po\u2019 junghiana che tanto pi\u00f9 il carattere esibito \u00e8 maschile e femminile, tanto pi\u00f9 \u00e8 sviluppato l\u2019<em>animus<\/em>, l\u2019elemento per cos\u00ec dire maschile nella donna, e l\u2019<em>anima<\/em>, l\u2019elemento femminile, nell\u2019uomo; da cui l\u2019idea che il maschio che \u00e8 sicuro di se stesso pu\u00f2 essere tenero, mentre \u00e8 sempre il maschio insicuro che tende ad aver difficolt\u00e0 con la propria tenerezza, proprio per quella schiettezza di cui si parlava prima.<\/p>\n<p>In questo senso, s\u00ec, anche i maschi delle mie storie sono a loro volta velati, perch\u00e9 a loro volta non si concedono mai completamente; hanno un piccolo mondo interno, legato alle proprie preoccupazioni, ai propri diari, che resta molto intimo, molto privato. \u00c8 proprio l\u2019elemento anima, e non solo quello, che permette loro di avere una certa \u201cgrazia\u201d, intesa nel senso religioso: una grazia che \u00e8 il dono di riconoscere l\u2019importanza degli altri, ma anche quello di esercitare una specie di riservatezza nella propria interiorit\u00e0 pi\u00f9 autentica, una propensione che, a ben vedere, non \u00e8 affatto da maschio alfa.<\/p>\n<p>Allargando il discorso, vorrei spezzare una lancia a favore degli uomini: sono una femminista di terza generazione e me lo posso permettere. In realt\u00e0, ed \u00e8 una cosa davvero interessante, per molto tempo (quasi trent\u2019anni) nei <em>gender studies <\/em>abbiamo affettato la torta con l\u2019accetta, e abbiamo detto che essere donne \u00e8 bello, che essere maschio \u00e8 retrivo etc. etc. In realt\u00e0, pi\u00f9 vado avanti con gli anni e pi\u00f9 mi rendo conto che gli uomini sono sicuramente pi\u00f9 ingenui e pi\u00f9 diretti delle donne: sia pure con molte eccezioni (abbiamo fin troppi politici che lo dimostrano), in linea generale \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma la loro generosit\u00e0, ingenuit\u00e0 e schiettezza non sono riassumibili nella categoria della semplicit\u00e0. Molto spesso ci si diceva da ragazze, \u201csono cos\u00ec semplici\u201d, ma gli uomini non sono semplici affatto: hanno dei livelli che sono salvaguardati attentamente quanto i nostri, soltanto in maniera diversa. Siamo come due case che si fronteggiano e hanno le finestre aperte, ma mai del tutto, come pure le porte. In realt\u00e0 gli uomini sono complessi quanto le donne, ma ne sono scarsamente consapevoli, il che \u00e8 un limite che trovo adorabile. Hanno i loro valori e, per esempio, sono pronti a morire in guerra: uomini di squisita intelligenza e altissima preparazione sono andati a farsi ammazzare nelle trincee. Io non credo che molte donne andrebbero a morire in guerra: perch\u00e9 gli uomini lo fanno? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una specie di generosit\u00e0 di fondo, belluina se si vuole, che travalica anche la loro complessit\u00e0. Le donne si autotutelano e si conservano; gli uomini sono complessi e si donano, ed \u00e8 questo che apprezzo in loro.<\/p>\n<p><em><strong>E adesso che cosa hai in programma per i tuoi personaggi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Elio Sparziano ormai ha fatto esperienza dei quattro elementi, sicch\u00e9 dovrebbe arrivare alla quintessenza, cio\u00e8 al quinto elemento: vedremo cosa accadr\u00e0. Da quel che ne so, adesso dovrebbe trovarsi in Siria o Palestina, probabilmente a cercare un tesoro \u2013 di cui si \u00e8 parlato in un romanzo precedente \u2013 che forse \u00e8 pi\u00f9 nella sua mente che nella realt\u00e0\u2026<\/p>\n<p><em><strong>A differenza di Martin Bora, Elio vive un\u2019avventura dopo l\u2019altra; tutti i suoi romazi si concentrano in un arco temporale di un paio d\u2019anni\u2026<\/strong><\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, quest\u2019uomo ha la velocit\u00e0 del vento. Entro le regole romane, senza dubbio, ma con un\u2019energia incredibile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Itaca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-451 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Itaca.jpg\" alt=\"Itaca\" width=\"160\" height=\"223\" \/><\/a>Quanto agli altri miei personaggi,nel prossimo romanzo di Martin Bora il mio eroe si ritrover\u00e0 a Creta nel 1941, dopo la sanguinosissima invasione aviotrasportata dell\u2019isola, alle prese con un intricato caso d\u2019omicidio che potrebbe avere ripercussioni internazionali. Accanto a questa indagine, Martin dovr\u00e0 rivivere alcuni episodi della sua infanzia, insospettabilmente legati al misterioso caso di assassinio che \u00e8 chiamato a risolvere.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il ciclo di Praga, mi sto confrontando col fatto che \u00e8 molto difficile raccontare la Mitteleuropa quando la guerra \u00e8 gi\u00e0 scoppiata (alludo ovviamente al primo conflitto mondiale). Mi chiedo se fare un prequel, o continuare a cercare di salvare qualcosa di un mondo destinato all\u2019eclissi totale (almeno fino alla caduta del Muro di Berlino), oppure tenere questi personaggi in salamoia: come anche i nostri cervelli, forse, saranno tenuti in salamoia, visto che il nostro immaginario di essere umani nati e maturati nel Novecento sembra destinato a spegnersi con noi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/A4p1fTmXSNs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/p_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-442 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/p_1-193x300.jpg\" alt=\"p_1\" width=\"77\" height=\"120\" srcset=\"http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/p_1-193x300.jpg 193w, http:\/\/www.cioni.eu\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/p_1.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 77px) 100vw, 77px\" \/><\/a>(originariamente pubblicato nel volume<\/em><br \/>\n<a href=\"www.amazon.it\/dp\/8898615329\" target=\"_blank\">Dietro le quinte del noir : gli addetti ai lavori si raccontano<em><br \/>\na cura di Alessandra Calanchi<\/em><\/a><br \/>\n<em><a href=\"www.amazon.it\/dp\/8898615329\" target=\"_blank\">Galaad Edizioni, Giulianova, 2014<\/a>)<\/em><\/p>\n<h1><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, Ben Pastor ha insegnato Storia e Scienze Sociali presso le universit\u00e0 dell\u2019Ohio, dell\u2019Illinois e del Vermont. Oltre al ciclo dedicato al soldato-detective Martin Bora (Lumen, Luna bugiarda, Kaputt Mundi, La canzone del cavaliere, Il morto in piazza, La Venere di Sal\u00f2, La morte, il diavolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":427,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[153,155,154,156],"class_list":["post-415","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","tag-ben-pastor","tag-elio-sparziano","tag-martin-bora","tag-sellerio"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=415"}],"version-history":[{"count":33,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":467,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/415\/revisions\/467"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/427"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cioni.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}