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“I 100 colpi di Hollywood Party”

La mia recensione al volume che è stato presentato il 28 giugno 2015 in Piazzetta Pasolini a Bologna nel corso del festival Il Cinema Ritrovato.

 

“Noi italiani possiamo continuare a specchiarci nel nostro cinema. Non sempre l’immagine che ci verrà restituita sarà gratificante, ma il cinema serve anche a questo: a tenere gli occhi bene aperti, a non dormire sugli allori; a non andare sempre a letto presto.”

Perché “100 colpi di Hollywood Party”?
Il riferimento non è certo – se non ironicamente – ai “100 colpi di spazzola” di Melissa P.,  100colpima ai quasi truffautiani “300 colpi di Hollywood Party”: 300 pellicole italiane selezionate dai redattori della popolare trasmissione radiofonica di Radio3, poi sottoposte al vaglio degli ascoltatori, per arrivare a questi 100 (anzi 102, per un imprevisto ex æquo di tre titoli proprio al centesimo posto) film più significativi del cinema italiano. A ciascuno dei film il volume riserva una scheda, curata da uno dei collaboratori della trasmissione (compreso Efisio Mulas, l’immaginario attore sardo interpretato da Claudio De Pasqualis) e arricchita da citazioni illustri e aneddoti.

La graduatoria è originale, con esclusioni e presenze talvolta inattese. I primi tre posti sono occupati da titoli che originariamente non erano i favoriti redazione – C’era una volta in America, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e I soliti ignoti – ma che hanno raggiunto il podio a furor di popolo; e scorrendo i titoli successivi che si fanno interessanti scoperte.
Mancano completamente all’appello registi come Carlo Lizzani, Luigi Zampa, Alberto Lattuada, Mario Soldati, Liliana Cavani, Florestano Vancini, Franco Brusati, Mauro Bolognini, Tinto Brass mentre ci sono ben cinque film di Vittorio De Sica, e Camillo Mastrocinque e Mario Mattioli con film di Totò; è ben rappresentato il cinema contemporaneo con Garrone, Diritti, Vicari, Salvatores, tre film di Sorrentino e addirittura cinque di Nanni Moretti, ma è del tutto assente il cinema anteriore al 1945, forse perché poco noto agli ascoltatori che hanno partecipato al sondaggio; e scopriamo che il pubblico ha anche impietosamente escluso tutte le pellicole di “serie B” (poliziotteschi, horror, commedie trash) proposte dalla redazione.
Non sorprende, purtroppo, che sia presente una sola regista, Lina Wertmuller, e con un solo film, Travolti da un insolito destino…, in un cinema che resta tuttora a forte predominanza maschile.

Una graduatoria dettata dal cuore e dalla memoria collettiva piuttosto che dal rigore critico, quindi, ma proprio per questo degna di interesse; e ad aumentare il piacere del cinefilo contribuiscono le citazioni e gli aneddoti, in cui scopriamo – per esempio – che la produzione non voleva Gassman per I soliti ignoti, che Spielberg non capiva come Amici miei avesse potuto battere Lo squalo nella classifica degli incassi italiani del 1975, che tutte le pernacchie di Amarcord sono doppiate da Fellini, o che il titolo di Easy Rider richiama quello inglese de Il sorpasso.

La seconda sezione del volume raccoglie e commenta cinquanta fotografie dalle teche RAI con personaggi del cinema “catturati” in trasmissioni televisive: sono immagini talvolta famose –Alberto Sordi che balla il “Tuca Tuca” con Raffaella Carrà, o Mariangela Melato in “Canzonissima” nel 1972, e in altri casi inattese, come Gina Lollobrigida che balla sotto lo sguardo di Don Lurio in “Stasera Rita”, o Vittorio Gassman e Walter Chiari pensosi durante le prove di “Il Mattatore”, o ancora Monica Vitti e Michelangelo Antonioni tra gli ospiti della lunga diretta dedicata allo sbarco sulla Luna nel luglio del 1969.

Nel complesso, un originale e piacevolmente nostalgico viaggio nella memoria per ogni appassionato di cinema, e non solo per gli ascoltatori abituali della trasmissione.

 

I 100 colpi di Hollywood Party
Rai Eri, 2015

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