“Meraviglioso”: Intervista a Federico Magni

In vista della presentazione del volume di Federico Magni Meraviglioso. Effetti speciali al cinema il 17 marzo 2015 presso la Biblioteca “Renzo Renzi” della Cineteca di Bologna, ho avuto la possibilità di porgli qualche domanda sul volume e sugli artisti dei quali si è occupato. (altro…)

Tutti i colori di un “Arcobaleno Noir”

Curato da Alessandra Calanchi, docente di Letteratura e Cultura Angloamericana presso l’Università di Urbino, Arcobaleno Noir. Genesi, diaspora e nuove cittadinanze nel noir fra cinema e letteratura è un’originale raccolta di saggi dedicati al noir cinematografico e letterario, con il pregio di non porsi confini predeterminati e di non rifuggire dall’eclettismo, e anzi di cercare consapevolmente una diversità di punti di vista e di interpretazioni sul concetto stesso di noir. (altro…)

Bernard Herrmann per Alfred Hitchcock: Vertigo

Forse il più bel film di Alfred Hitchcock, probabilmente la più bella partitura di Bernard Herrmann, e per quanto mi riguarda certamente la più riuscita fusione di musica e immagini della storia del cinema: la sequenza della trasformazione di Judy in Madeline in Vertigo (La donna che visse due volte, 1958). Sheer bliss.

 

“A Beautiful Mind”: teamwork

Ma bisogna sempre competere, a tutti i costi? Io non credo.

Credo che in certi casi sia inevitabile; e che l’istinto, soprattutto quello tipicamente “maschile” – le donne sono di solito più intelligenti – ci spinga in questa direzione. Ma credo anche che, in questo come in altri casi, la capacità dell’essere umano di superare i limiti imposti dalla natura ci possa far capire che cooperare è, alla lunga, il mezzo migliore per raggiungere tutti un miglior risultato. lavorando insieme verso un obiettivo condiviso. Almeno in teoria, è questo il concetto di “società”.

E questo, con buona pace dei neoliberisti, vale anche in economia, come brillantemente illustrato nella sequenza che segue, dal film “A Beautiful Mind” (altro…)

“Patria”, il saggio diventa il film

Salvo (Francesco Pannofino), operaio metalmeccanico dichiaratamente di destra in procinto di essere messo in mobilità per la finta rilocalizzazione dell’azienda, si barrica in segno di protesta in cima a una delle ciminiere dello stabilimento. A lui si unisce suo malgrado Giorgio (Roberto Citran), il sindacalista di sinistra che stava conducendo le trattative con l’azienda; e a loro si aggiungerà successivamente Luca (Carlo Giuseppe Gabardini), giovane ipovedente in “assunzione obbligatoria” che si rivelerà essere molto più intelligente di quanto non sembri. (altro…)

“Lessico del cinema italiano”: Intervista a Roberto De Gaetano

In attesa della presentazione a fine maggio del primo volume del Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita presso la Biblioteca “Renzo Renzi” della Cineteca di Bologna, ho avuto la possibilità di porre qualche domanda a Roberto De Gaetano, curatore dell’opera e autore della voce che la apre, “Amore”.

(altro…)

Leopardi, il giovane fenomeno?

Ahimè, quando a Venezia ho visto “Il giovane favoloso” volevo farmelo piacere ma, nonostante la stampa italiana (con la sola eccezione de “Il Foglio”) lo abbia elogiato, non ci sono riuscito. Troppa enfasi in questo film, e troppo di tutto… (altro…)

“Babylon 5”: complessità narrativa e transmedia storytelling ante litteram

Sviluppato da una tesina per un esame universitario, un mio breve saggio su Babylon 5, forse la miglior serie televisiva di fantascienza che io abbia mai visto – e davvero  ne ho viste tante! – che sotto molti aspetti ha anticipato modi e strategie delle serie TV “high quality” che oggi dominano l’universo narrativo transmediale (altro…)

“Farscape”: questo non è “Star Trek”

La serie

È totalmente diversa da Star Trek e da Guerre Stellari e, fortunatamente, anche dal Muppet Show, nonostante sia coprodotta dalla Jim Henson Company, che ha creato anche alcuni degli alieni più strani. Farscape è una serie televisiva unica nel suo genere: realizzata in Australia dal 1999 al 2003, e conclusasi  nel 2004 con la mini-serie The Peacekeeper Wars.

Diffusa in tutti i Paesi di lingua inglese, ha vinto vari Saturn Award dell’Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films, ed ha dato origine ad un vero e proprio ”culto” (altro…)

“America oggi”: Intervista a Giulia Carluccio

In vista della prossima presentazione del volume America oggi. Cinema, media, narrazioni del nuovo secolo giovedì 12 febbraio 2015 presso la Biblioteca “Renzo Renzi” della Cineteca di Bologna, ho avuto il piacere di incontrare la curatrice, la Professoressa Giulia Carluccio dell’Università di Torino, e di farle qualche qualche domanda. (altro…)

Chi sono

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Sono Cesare Cioni.
Dagli anni ’70 mi interesso di cinema, televisione, musica e letteratura, e per trent’anni ho combinato una carriera nelle vendite e nella logistica per l’industria con numerose attività giornalistiche e culturali: ho scritto articoli su media e tecnologia, ho tenuto lezioni e seminari, e ho incontrato scrittori, artisti e musicisti.
Oggi, mentre cerco una nuova occupazione e approfondisco gli studi sui media, in questo blog condivido le mie impressioni su ciò che leggo, vedo e ascolto.


 

 

Degni di nota

hide_and_seek

It was growing light as Rebus drove the four miles back to Marchmont. He stopped at an all night bakery and bought warm rolls and refrigerated milk. This was the time when he liked the city best, the peaceful camaraderie of early morning. He wondered why people couldn’t be happy with their lot. I’ve got everything I’ve never wanted and it isn’t enough. All he wanted now was sleep, and in his bed for a change rather than on the chair. He kept playing the scene over and over: Tommy McCall dead to the world, saliva on his chin, and Tony McCall crouched in front of him, body shaking with emotion. A brother was a terrible thing. He was a lifelong competitor, yet you couldn’t hate him without hating yourself. And there were other pictures too: Malcolm Lanyon in his study, Saiko standing at the door, James Carew dead in his bed, Nell Stapleton’s bruised face, Ronnie McGrath’s battered torso, old Vanderhyde with his unseeing eyes, the fear in Calum McCallum’s eyes, Tracy with her tiny fists.

If I am the chief of sinners, I am the chief of sufferers also.

Carew had stolen that line from somewhere… but where? Who cares, John, who cares? It would just be another bloody thread, and there were far too many of those already, knotted into an impenetrable tangle. Get home, sleep, forget.

– Ian Rankin

Newsletter

Lascia il tuo indirizzi per ricevere la mia newsletter!